los indigen chichimeca



Messico. Indigeni Chichimeca.
Nella comunità del Rancho La Estancia di Victoria, nello stato di Guanajuato Messico c’è un piccolo villaggio di indigeni Chichimeca il cui nome, nell’antica lingua olmeca, significava “barbari” liberi e nomadi. Qui vive la famiglia di Alejandra, 43 anni e madre di 12 figli, 4 dei quali vivono in Texas come clandestini. Sono nati tutti in casa “aiutati” della madre di Alejandra che le era appositamente comparsa in sogno per insegnarle a partorire: una dimostrazione di quanta importanza danno ai sogni i Chichimeca. Qualche mese fa Alejandra è stata arrestata insieme a una decina di persone con l’accusa di aver utilizzato impropriamente la terra, quella terra dove, da sempre, pascolano i loro animali, raccolgono la loro legna e da dove traggono di che vivere. Per i Chichimeca la terra coltivata appartiene alla comunità, non hanno mai sentito parlare di latifondisti, di proprietà privata, di recinzioni. Per gli indigeni la terra è la madre ancestrale,
apparteneva ai loro antenati e a loro è stata affidata per custodirla. I Chichimeca arrestati hanno dovuto pagare una cauzione di 5.400 peso (circa 340 euro) per uscire di prigione e ora sono in attesa di processo. Questa è una delle tante storie d’espropriazione delle terre e di violazione dei diritti umani, in particolare della Dichiarazione universale per i diritti dei popoli indigeni che è stata ratificata dell’Assemblea generale delle Nazioni unite.

Mexique. Indigènes Chichimeca.
Dans la communautè de “Rancho La Estancia di Victoria”, dans l’Etat de Guanajuato Messico, se trouve un village d’indigènes: les “Chichimeca”… les barbares libres et nomades, selon la langue antique Olmea.
C’est là que vit la famille d’Alejandra, 43 ans, mère de 12 enfants dont 4 vivent clandestinemenat dans le Texas. Toutes les naissances se sont déroulées à la maison, elle n’a été “secondée” que par sa propre mère… cette derniére lui est apparue en rêve pour lui enseigner la façon d’accoucher.
Il y a quelques mois, Alejandra a été arrêtée avec 10 autres personnes. On leur a reproché d’utiliser des terres qui ne leur appartenaient pas, terres qui depuis toujours sont leur unique moyen d’existence: ils y cultivent, font paître leurs troupeaux ou y ramassent le bois.
Pour les indigènes la terre appartient à la communauté, ils ne savent pas ce qu’est une latifondia, ni même une propriété privée et encore moins ce qu’est une clôture!
La terre-Mère, celle qu’ils ont toujours connue, appartenait à leurs ancêtres qui leur ont transmis de génération en génération.
Suite à leur arrestation, ils ont du payer une caution de 5400 pesos (340 euros environ) et sont en attente du process .Ce cas d’expropriation n’est malheureusement pas le seul, il fait parti de toutes ces violations des droits Humains qui font front à la déclaration universelle des droits du peuple indigène.

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